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Blog · Ansia e attacchi di panico

Paura, ansia e attacchi di panico, conosci la differenza? Come puoi gestirli?

· 5 minuti di lettura

Paura, ansia e attacchi di panico, conosci la differenza? Come puoi gestirli?

Paura, ansia e attacchi di panico spesso vengono confusi tra loro, ma sono esperienze diverse. Se pensi che questo articolo possa interessarti, continua a leggere, ti spiegherò cosa sono e come gestirli.

La prima differenza che devi conoscere è quella tra paura e ansia.

La paura è una reazione immediata a un pericolo concreto. È un’emozione primaria di vitale importanza, che ci serve per poterci salvare in caso di pericolo.

Un esempio concreto è quando ci sentiamo attaccati, possiamo reagire scappando o attaccando, oppure bloccarci. C'è un pericolo reale, l'attacco.

L’ansia è una reazione fisiologica ed emotiva di allarme per qualcosa di percepito o immaginato. La paura si attiva nel momento di effettivo pericolo, l’ansia si può presentare come una preoccupazione per eventi futuri incerti.

Adesso potresti pensare che l'ansia non sia utile, e invece no! Anche l’ansia ci serve, perchè in piccole dosi e gestita nei modi opportuni è una valida alleata. Pensa a quando devi fare un colloquio di lavoro o devi sostenere un esame: l'ansia, se gestita in modo corretto, ci permette di mantenere un'attenzione attiva e portare a termine il nostro compito in modo corretto.

E quindi, quando possiamo definire l'ansia un problema?

Occorre fare riferimento alla percezione di ognuno di noi, alla nostra realtà soggettiva.

  • L’ansia che si prova è sproporzionata rispetto all’evento?
  • Persiste nella vita e tendi a perdere il controllo?
  • Limita la tua quotidianità perché non ti permette di fare ciò che ti piacerebbe?

Facendo riferimento al manuale diagnostico, ovvero il DSM-5-TR, dobbiamo considerare la quantità, la qualità e la persistenza dei sintomi, e come questi interferiscono nella vita di tutti i giorni perchè il rischio è che si sviluppi e si stabilizzi uno dei disturbi legati alla sfera dell’ansia, come, tra i più conosciuti, la fobia sociale, l’agorafobia o il disturbo d’ansia generalizzato.

Arriviamo all'attacco di panico.

L’attacco di panico può essere un episodio isolato oppure ripetersi nel tempo ed è caratterizzato da un’intensa paura o ansia acuta.

I sintomi più conosciuti sono la tachicardia, la mancanza di respiro, un dolore o un fastidio al petto, la nausea, o i tremori. A questi si possono associare la sensazione di perdere il controllo delle proprie azioni e della propria mente e/o delle paure intense di morte.

Quando gli attacchi di panico si ripetono, può comparire quella che viene spesso definita “paura della paura”, ovvero la paura che possa succedere nuovamente. Si crea così un effetto a catena nel quale l’ansia anticipatoria e il timore di un nuovo episodio contribuiscono a mantenere il problema. La paura che possa succedere di nuovo può invitarti a mettere in atto alcune soluzioni nel tentativo di proteggersi che, nel tempo, rischiano di rinforzare la difficoltà.

Credo che a questo punto potrà incuriosirti sapere quali sono le cause dell'ansia e degli attacchi di panico.

Non è semplice rispondere a questa domanda, e non è neanche funzionale per risolvere il problema. I fattori sono molteplici, tanto che si parla generalmente di multifattorialità: possono entrare in gioco fattori genetici e biologici, così come la presenza di eventi traumatici o stressogeni nella propria vita.

Non si può fare riferimento a una causa specifica, perché occorrerebbe fare un’attenta analisi della vita della persona e, ad ogni modo, questa non basterebbe necessariamente a dare una risposta concreta ed esaustiva.

Ciò che appare più utile e opportuno è concentrarsi sul come gestire ansia e attacchi di panico, partendo dalla premessa che ci sono comportamenti tipici che, invece di risolvere il problema, possono contribuire a mantenerlo, come ad esempio:

  • evitare di fare determinate cose;
  • chiedere a un familiare o a un amico di accompagnarti o soccorrerti qualora pensi di non farcela;
  • controllare continuamente le funzioni psicofisiologiche, come battito e respiro;
  • prendere precauzioni per prevenire ciò che si teme possa accadere.

E adesso ti chiedo: le modalità con cui hai provato a gestire l’ansia e gli attacchi di panico hanno funzionato? Oppure questa difficoltà è ancora presente nella tua vita?

Probabilmente avrai provato tantissime volte a gestire i pensieri e le ansie con la razionalità, ma questa non è bastata. Il segreto alla base di ciò ha una spiegazione scientifica: le informazioni razionali vengono processate dalla nostra corteccia prefrontale, mentre emozioni primarie come la paura coinvolgono circuiti cerebrali più antichi. Si tratta quindi di percepire e processare informazioni diverse, ed è per questo che durante una seduta si lavora su due binari: quello razionale e quello emozionale.

Sarebbe bello uscire dalla gabbia dell’ansia che non ti permette di vivere come vuoi e, per farlo, può essere necessario cambiare prospettiva e percezione attraverso esperienze emozionali facilitate dal professionista.

Se queste parole ti hanno risuonato e vuoi approfondire questo tema puoi contattarmi in privato e fissare un appuntamento per valutare un percorso di sostegno psicologico.

Dott.ssa Valentina Romanello

Se vuoi saperne di più ti consiglio questi libri:

  • Nardone, Giorgio, Il libro delle fobie. E la loro cura, Milano, Ponte alle Grazie, 2023.
  • Nardone, Giorgio, Psicotrappole. Ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli: imparare a riconoscerle e a combatterle, Milano, Ponte alle Grazie, 2013.
  • Nardone, Giorgio, La terapia degli attacchi di panico. Liberi per sempre dalla paura patologica, Milano, Ponte alle Grazie, 2016.

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